Un solo sequencer? Possibilmente NO!

Uno degli aspetti che più limita la crescita artistica di un producer è quello relativo all’uso di un solo ”software”.

Chiunque sappia utilizzare in buona parte un sequencer, nella stragrande maggioranza dei casi poi resta ”fisso” su quel software senza guardarsi intorno. Per certi versi è anche giusto cosi, perchè meglio conoscere un solo software, e conoscerlo bene, piuttosto che conoscerne 10 e sapere il 10% di ognuno.

003

Ma è proprio questo il limite che attanaglia molti tra quelli che sanno usare più o meno completamente un sequencer: anzichè guardarsi intorno e cercare di integrare nel proprio metodo di lavoro il meglio che la tecnologia offre, quindi anche altro, ci si limita al singolo software, pensando che quello che offre la proprio amata DAW basti e avanzi, e sia tutto quello che anche le altre offrono. Non è cosi, per niente.

Ed è questo il grande errore: bisogna capire e prendere atto che i software NON OFFRONO tutti la stessa cosa; o, per meglio precisare: TUTTI i sequencer ti fanno produrre musica, ma esistono tantissime differenze sul COME te la fanno produrre e con quale qualità e finalità ”operativa” *(infatti ci sono tante differenze di natura ”tecnica”; ad esempio è risaputo che FL STUDIO è molto carente in fase di ”Mixaggio e/o Mastering” per quanto riguarda la zona delle basse frequenze, ed è molto ”incasinato” dai 16.000 hz in poi, ovvero la somma audio in quei range è abbastanza approssimativa, e questo è un difetto ‘storico’, non a caso viene etichettato come il ”freddo”, dal suono ”metallico”, di ”vetro”, etc. etc. Ecco perchè una volta acquistato gli aggiornamenti sono gratuiti a vita (sarebbe uno scandalo far pagare aggiornamenti di un software che ha un difetto cosi enorme, e che non potrà mai essere risolto, per motivi che non sto qui a spiegare). Però è abbastanza ”rapido” nel permettere una scrittura delle parti midi (piano roll) e buttare giù un’idea velocemente, poi da processare su altre DAW.

Inoltre FL STUDIO ha plugin (quasi tutti) abbastanza scadenti se paragonati ai plugin nativi di PRO TOOLS, LOGIC, STUDIO ONE. Si potrebbe continuare all’infinito a citare pregi e difetti di ogni DAW.

Il problema è che FL STUDIO è quello che percentualmente (rispetto agli altri) ha più strada da fare, ha più difetti (che pregi) rispetto alla quasi totalità dei ”big” sequencer in commercio (Ableton Live, Studio One, Logic, Cubase, Pro Tools, Digital Performer, Reaper, Acid Pro, Bitwig Studio, etc.) ed è l’unico a non essere un vero multitraccia, ma un pasticcio più o meno coerente tra pattern, tracks, audio/automation clip, e routing del mixer)

Non è un caso che molti BIG che usano FL STUDIO (o meglio che dicono di usarlo) in realtà lo usano limitatamente a quello che di ottimo offre FL STUDIO: ovvero scrittura parti ritmiche, attraverso l’uso del channel rack, e scrittura midi tramite piano roll, nonchè qualche funzione di campionamento del channel settings; STOP.

E la registrazione? ed il MIX E MASTERING? per carità, semplicemente ”altrove”.

cubase

A tal proposito apro una piccola parentesi e vi invito a visualizzare questo bellissimo video dove si vede ORJAN NILSEN, diversi anni fa, usare CUBASE ed FL STUDIO, ovvero sfrutta al meglio ciò che la tecnologia gli offre… ( https://www.youtube.com/watch?v=Y1hRHozjMk8 )

Ecco: trarre il meglio dalla tecnologia, è questo il punto: perchè limitarsi solo ad FL STUDIO se altre DAW hanno potenziale in più? perchè solo CUBASE o chi per lui, se FL STUDIO ha una ottima e rapida capacità di scrittura (piano roll) midi? Se si inizia a vedere la produzione musicale da un’altra prospettiva, non può che giovarvi; questo non significa che dovete passare la vita a imparare tutti i sequencer, ma almeno 2-3 tra quelli di ”categoria”:

  • 1)Un sequencer ”step / pattern mode” e/o vecchio stile (FL STUDIO, REASON, etc.)
  • 2)Un vero e proprio multitraccia (come CUBASE o LOGIC o STUDIO ONE o altri simili, per registrazione, mix, mastering, gestione hardware esterno / outboard analogico, etc. etc.)
  • 3)ed una DAW magari specifica (anche) per i live (ABLETON LIVE o BITWIG STUDIO).

002

Pensate quanti vantaggi un produttore può trarne dall’usare, ad esempio, FL STUDIO per la composizione (midi), STUDIO ONE o altri per la registrazione, il mix, il mastering, e quanto detto sopra, e magari tramite BITWIG STUDIO o Ableton fare live o, in studio stesso, provare in tempo reale combinazioni eventualmente poi da riscrivere su FL e processare su S1. TANTA ROBA.

Per chiudere l’articolo, questi sono solo dei consigli, non devono passare per ‘regole’ o per concetti del tipo  ”se usi un solo software non puoi produrre musica di qualità” . Si può produrre musica di qualità anche registrando una traccia per volta in audacity con outboard esterno (chitarre, bassi, voce, etc), quindi figuriamoci.

001

Lo scopo di questo articolo è il seguente: avete un po di esperienza? sapete usare bene un sequencer? bene, non limitatevi, iniziate a guardarvi intorno perchè quello che offre il vostro sequencer preferito potrebbe essere poco o nulla rispetto ad altre potenzialità di altri sequencer, che nemmeno immaginate l’esistenza. E sono potenzialità OPERATIVE, non necessariamente di qualità audio > quest’ultima la si ottiene un po ovunque, a patto che si usano plugins di qualità e si abbia esperienza.

E quando si parla di potenzialità ”operative”, l’argomento è vasto, vastissimo.

Un esempio su tutti: sequencer come il PreSonus Studio One ti permettono di editare un pezzettino di audio, facente parte di una traccia audio più complessa, e stretcharlo isolatamente (ma restando sempre parte di quell’audio) senza intaccare il prima e il dopo. Numero di click per fare questa operazione: TRE… con FL Studio prima devi usare il taglierino destra e sinistra (e sono due operazioni), poi devi fare make unique as a sample (e sono tre) quindi salvare l’audio da qualche parte (e sono quattro operazioni); poi cliccare sull’icona onda sonora (e sono cinque operazioni), quindi si apre il channel settings, e da li cliccare su time stretch, per un totale di sette operazioni. In alternativa, se non si vuol cliccare sull’onda, attivare il time stretching sulla playlist, quindi stretchare manualmente (senza la possibilità di scegliere in automatico battute e steps di stretching).

Morale della favola si va dalle 6 alle 10 operazioni su FL Studio, con risultati più o meno approssimativi (raggiunti praticamente manualmente), contro tre click su Studio One, che ti fa in automatico lo stretching ”libero” di un pezzettino di audio facente parte di una traccia audio più lunga, ed il tutto in base alle tue indicazioni.

Solo una delle centinaia di differenze ”operative” tra Studio One ed FL Studio. Ho parlato del sequencer di PreSonus perchè, assieme a LOGIC, CUBASE, BITWIG STUDIO, ed ACID PRO, sono i cinque sequencer, oltre FL STUDIO, che conosco come le mie tasche.

In realtà, negli anni, ho provato quasi tutte le altre principali applicazioni audio (ableton live, pro tools, reason, samplitude, etc etc..). Ma, come si diceva sopra, ci vorrebbe una vita intera per impararle bene tutte, pertanto mi accontento di conoscerne sei, e conoscerle benissimo, ovvero saperle sfruttare a pieno, piuttosto che dieci e conoscerle cosi cosi.

Quindi, e concludo: imparate bene un sequencer e, quando vi sentite ”arrivati”, cioè nulla o quasi di quel sequencer vi sfugge, guardatevi intorno puntando su un vero multitraccia (se venite da FL STUDIO). Scoprirete cose nuove e migliorerete la QUALITA’ (ed i risultati) del vostro modus operandi.

In due parole: studiate tanto… e, come diceva qualcuno “L’apprendimento è un tesoro che seguirà il suo proprietario ovunque”

FL STUDIO ITALIA, dal 2006!

*( CORSI PROFESSIONALI DI PRODUZIONE – CLICCA )005

gyyyyyy

 

 

 

 

 

Condividi